«Una donna su cinque lascia il lavoro dopo la maternità: questo non è tollerabile». È quanto ha sottolineato oggi la Segretaria Generale della Cisl, Daniela Fumarola, concludendo a Taranto l’evento “Voci di Donne: la sfida della partecipazione“, organizzato dalla Cisl Taranto Brindisi e dalla Cisl Puglia presso il Teatro Tarentum. Un’occasione per riflettere sul tema della partecipazione alla vita professionale delle donne come leva per promuovere diritti e pari opportunità, offrendo uno spazio di confronto e condivisione di esperienze rivolto anche alle nuove generazioni.
I lavori sono stati introdotti da Luigi Spinzi, segretario generale della Cisl Taranto Brindisi, che ha ricordato come «entrare nel mercato del lavoro è solo una parte del percorso. Restarci è una questione diversa, che spesso si gioca su fattori meno visibili ma decisivi, come l’organizzazione della vita quotidiana. Nel nostro territorio, come nel resto del Paese, il lavoro di cura continua a essere sostenuto in misura prevalente dalle donne». Valentina Donno, segretaria Cisl Puglia, ha richiamato i dati Eurostat: l’Italia è ultima nell’Unione europea per occupazione femminile, con un divario di 19,1 punti percentuali rispetto a quella maschile nel 2025. «Un maggior coinvolgimento delle donne nel mondo del lavoro porta innovazione, diversità, competitività», ha sottolineato.
La numero uno di via Po, sul tema lavoro-donne, ha riconosciuto i passi avanti compiuti, ma non basta. «I dati dell’occupazione femminile sono aumentati anche al Sud con l’intervento della Zes, ma il vero tema è la conciliazione tra occupazione e lavoro di cura. Serve agire sui servizi di supporto alle famiglie per consentire alle donne di entrare e restare nel mercato del lavoro. Offriamo tutele e garanzie su congedi e welfare, ma serve un mix più ampio», ha aggiunto Fumarola. «Le imprese chiedono professionalità che non trovano, mentre giovani e donne ne hanno – ha puntualizzato – ma non riescono a entrare nel lavoro».
Fumarola ha quindi lanciato un appello diretto all’esecutivo: «Il governo adesso investa sul potenziale delle donne e, in particolare, nell’imminente decreto 1 maggio siano rilanciate misure a favore di giovani, donne e Zes. Più donne entrano nel mondo del lavoro più aumenta il Pil del Paese. E, allora, vanno incentivate le imprese che applicano contratti buoni, firmati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative, va combattuta la contrattazione pirata».
Sulla centralità della contrattazione, ha aggiunto: «I contratti sono certamente importanti per la parte salariale ma rappresentano lo strumento per dare risposte a lavoratrici, lavoratori e imprese. Tutto questo oggi è maggiormente possibile grazie alla Legge sulla partecipazione dei lavoratori alla gestione, organizzazione e agli utili delle imprese (L. 76/2025), voluta dalla Cisl, per essere tutti artefici di quel cambiamento positivo che si attende il Paese».
La sindacalista è poi tornata a commentare i temi caldi del momento. «Noi stiamo studiando il documento di finanza pubblica presentato nei giorni scorsi. La situazione economica è sotto gli occhi di tutti, bisogna stare sul merito delle questioni», ha spiegato. «Auspicavamo di uscire prima dalla procedura di infrazione ma un’ulteriore guerra ha cambiato lo scenario».
Per Fumarola, è necessario «evitare di agire a pezzi e avere una visione complessiva». Per questo ha rilanciato la proposta di un patto della responsabilità già avanzata al governo che «deve partire da salari e pensioni, con produttività da redistribuire sulle retribuzioni». Accanto a questo «innovazione, formazione, contrattazione e partecipazione».
«Questa è la nostra ricetta», ha precisato, indicando anche le priorità di sistema: «Sanità, welfare, scuola e ricerca». Infine l’orizzonte del Pnrr: «Il 2026 è l’anno della sua conclusione, dobbiamo farci trovare pronti o rischiamo di tornare indietro».
A proposito del caro energia e del suo impatto su economia, imprese e famiglie, Fumarola ha evidenziato come le prime misure adottate dal Governo siano importanti, «ma – ha commentato – noi, anche qui, pensiamo che bisogna mettere in campo una strategia che non può mettere in campo da sola l’Italia. Noi abbiamo proposto un fondo europeo che possa tenere insieme tutti i Paesi. Se i Paesi si stringono intorno a questa esigenza, quando vanno poi a contrattare i costi, possono sicuramente farlo con una forza maggiore. L’Europa, in questo momento, non può essere spettatrice ma protagonista così come è stata nel corso della storia».
E sulla vertenza Ilva, Fumarola ha definito importante arrivare a una conclusione definitiva, «perché il Paese ha bisogno di acciaio buono e pulito». «Far questo significa tenere in equilibrio lavoro, sicurezza, salute e ambiente», ha continuato la leader della Cisl, richiamando una vertenza che resta aperta da anni. «Bisogna chiedere a chi doveva risolverla perché non è stata ancora chiusa», ha aggiunto, ricordando come il sindacato abbia sempre spinto per una soluzione condivisa. L’auspicio è rivolto al governo: «Ci auguriamo che si trovi una soluzione che dia tranquillità a lavoro, imprese e famiglie, ma soprattutto che tenga conto della salute dentro e fuori lo stabilimento».
Fumarola ha poi commentato le occasioni mancate. «Ci sono altre potenzialità che non vengono messe in campo, probabilmente per disattenzione di chi può investire. Questi investimenti possono garantire opportunità a giovani, donne e a chi ha perso occupazione», ha concluso.
All’evento erano presenti anche alcune classi del Liceo “Vittorino da Feltre” di Taranto, dell’Istituto Professionale “Elsa Morante” di Crispiano e dell’Ipsseoa “Mediterraneo” di Pulsano. Nel corso dei lavori, gli studenti hanno posto numerose domande alla leader Cisl, che non si è sottratta al dialogo, incontrando alla fine le classi presenti all’evento.









