Palermo, 13 settembre 2016. A conclusione della sessione autunnale di lavori, la Cesi diffonde un documento carico di apprensione e preoccupazioni. Che la Cisl Sicilia fa proprie. A partire dai temi della sanità, perché la riorganizzazione non sia minaccia al diritto alla salute. L’occupazione, la sanità, la formazione. E poi la dispersione scolastica e i temi della crescita dell’economia. Riuniti a Caltagirone per la sessione autunnale di lavori della Cesi, i vescovi siciliani fanno sentire la loro voce. Che la Cisl Sicilia fa propria assieme alle preoccupazioni dei presuli dell’Isola. Nel documento conclusivo, che “condividiamo – afferma Mimmo Milazzo, segretario della Cisl nell’Isola – si puntano i riflettori sul “depotenziamento delle strutture sanitarie” nella regione e sulla “paventata chiusura di alcuni presidi ospedalieri”. Un allarme che desta apprensione perché s’allunga come ombra sull’esercizio effettivo del diritto alla salute. I vescovi auspicano che “i criteri di riorganizzazione della sanità siano ispirati alla dignità della persona umana, salvaguardando le zone disagiate e periferiche” dell’Isola. Il documento si sofferma pure sulla “grave situazione occupazionale” regionale, che riguarda una molteplicità di settori: dall’agricoltura alla pesca all’edilizia al pubblico impiego”. E rivolge particolare attenzione “alla formazione professionale dei minori in obbligo scolastico, che in questi ultimi anni ha subito un notevole calo di alunni e il conseguente licenziamento di molti docenti e operatori a causa delle inadempienze della Regione”. I vescovi si soffermano, ancora, sul “fenomeno, purtroppo in aumento, della dispersione scolastica, che espone i ragazzi a numerosi e gravi rischi di sfruttamento e devianze”.
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