Emilia Romagna, 24 ottobre 2018. «Pur non conoscendo i nomi delle aziende e persone coinvolte, siamo soddisfatti per l’indagine sullo sfruttamento di manodopera nel settore della lavorazione carni».
Lo afferma il sindacato Fai Cisl Emilia Centrale commentando il blitz della Procura della Repubblica e della Guardia di Finanza che ha portato a controlli e denunce nel settore della lavorazione delle carni.
«Quanto emerso purtroppo non ci sorprende – dichiara la Fai Cisl Emilia Centrale – Sono anni che ci battiamo contro il caporalato in tutte le sedi istituzionali. Nei mesi scorsi è partita la nostra campagna “Sos Caporalato” con l’obiettivo di raccogliere, tramite numero verde e social, le denunce di quanti lavorano in condizioni di sfruttamento e illegalità nell’agroalimentare. Tutte le segnalazioni sono preziose per ottenere un monitoraggio di massima sull’evoluzione del fenomeno e dar voce alle vittime del caporalato».
Il numero verde della campagna è 800.199.100; quel 199 è anche molto simbolico, essendo il numero della legge contro il caporalato, ancora poco conosciuta dalle persone coinvolte. «La nostra battaglia – continua Cisl – va avanti per la piena applicazione dell’aspetto partecipativo e preventivo della legge 199, conquistata da quasi due anni grazie a una grande mobilitazione nazionale del mondo del lavoro agricolo. Occorre dare attuazione alle leve sociali sui territori per una migliore gestione del mercato del lavoro, spingere sulla premialità legata all’adesione delle imprese alla Rete del lavoro agricolo di qualità, riconfermare gli accordi su progetti di sistema. La guardia del nostro sindacato – conclude la Fai Cisl Emilia Centrale – resta alta sui possibili tentativi di smantellare quanto di buono fatto fino a questo momento».
Emilia Romagna. Fai Cisl: “Giusto blitz contro sfruttamento lavoro settore lavorazione carni”
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