«Il talento femminile non è una questione identitaria: è un tema che incrocia economia e democrazia perché senza piena partecipazione femminile non c’è crescita strutturale. Recenti stime confermano un potenziale di risorse inespresse superiore a 200 miliardi di euro: significa che se azzerassimo il divario occupazionale e salariale aumenteremmo del 9% il PIL del nostro Paese.
Ma il gap di genere è soprattutto una questione democratica, perché una società che esclude – o spinge ai margini – metà della propria popolazione è una società che si indebolisce nei diritti, nella voce pubblica, nelle possibilità di scegliere». Con queste parole la Segretaria generale della Cisl Daniela Fumarola ha iniziato il suo intervento a Bologna alla presentazione del libro “Talenti alla pari” ( Edizioni Lavoro) curato da Silvia Pellegrini.
«’Talenti alla pari’ ci invita a guardare la parità come al più grande investimento e alla più decisiva infrastruttura democratica del futuro. Un obiettivo a cui guardare non come bandiera, ma come vera politica industriale, come incisiva politica sociale e del lavoro. Se vogliamo più produttività, più innovazione, più crescita e competitività buona, dobbiamo smettere di trattare il lavoro delle donne come un capitolo a parte», ha aggiunto Fumarola ricordando che : « Non esiste futuro se chiediamo alle donne di scegliere tra lavoro e maternità, tra occupazione e vita. La parità di genere non si decreta, si costruisce con servizi, con organizzazione, cultura, contrattazione, partecipazione, responsabilità condivisa. Perché il lavoro femminile cresce se cresce la qualità del lavoro, e se cambia il modo in cui imprese e istituzioni progettano il benessere.
Ecco perchè serve un Accordo per il lavoro e la coesione che attivi tutte le potenzialità inespresse e renda l’Italia un Paese dove il talento non si perde, ma si riconosce, si libera, si realizza. Diventando il decisivo motore nazionale di sviluppo e coesione», ha continuato la Segretaria Generale della Cisl.






