«Celebrare il Primo Maggio oggi significa fare i conti con le scelte concrete che riguardano il lavoro e i salari. Il decreto varato in questi giorni dal Governo introduce un passaggio significativo: l’indicazione di una soglia contrattuale di dignità salariale, legata ai contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative a livello nazionale. È un segnale importante, perché afferma un principio chiaro: non tutti i contratti sono uguali, e quelli costruiti sul dumping e sul sottosalario devono essere superati. È un passo che va nella direzione giusta anche perché richiama il valore costituzionale di una retribuzione proporzionata e sufficiente. Ma proprio per questo deve diventare parte di una strategia più ampia, da costruire in un Patto tra governo e parti sociali capace di tenere insieme salari, produttività, qualità del lavoro e crescita.» (Leggi l’articolo integrale)
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