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Caporalato. Fumarola: «Repressione e prevenzione devono procedere insieme. Non basta indignarsi: occorrono più controlli, tutele e diritti»

4 Giugno 2026 | Attualità, Daniela Fumarola

Caporalato. Fumarola: «Repressione e prevenzione devono procedere insieme. Non basta indignarsi: occorrono più controlli, tutele e diritti»

4 Giugno 2026 | Attualità, Daniela Fumarola

«La tragedia di Amendolara non può essere archiviata come fatto isolato o fatalità. Dietro l’assassinio dei quattro braccianti c’è una domanda che interpella istituzioni e società: quante denunce e inchieste, quante vite spezzate saranno ancora necessarie prima che il caporalato venga affrontato come emergenza nazionale? ». È quanto sottolinea oggi in un intervento sul quotidiano “Il Mattino “ la Segretaria Generale della Cisl, Daniela Fumarola.

«Se le responsabilità, come ci auguriamo, saranno presto accertate dalla magistratura, dovremo riconoscere una verità scomoda: questa tragedia era annunciata. Era già scritta nelle inchieste delle procure, nelle relazioni delle forze dell’ordine, nelle denunce del sindacato e nelle testimonianze di tanti braccianti. Storie fatte di vessazioni, paura, ricatti incompatibili con la dignità umana. Un sistema di intermediazione illegale che coinvolge migliaia di lavoratori migranti e che interessa tutto il territorio nazionale. Un sistema che non controlla soltanto il lavoro, ma spesso anche il trasporto, l’accesso ai servizi essenziali», aggiunge la leader Cisl.

«La legge 199/2016 contro il caporalato ha rappresentato un passaggio importante. Sul piano repressivo ha consentito di rafforzare strumenti investigativi, aumentare le sanzioni e colpire non solo i caporali, ma anche i datori di lavoro che se ne avvalgono. Ma il secondo pilastro della legge, quello della prevenzione, è rimasto incompiuto. I controlli continuano a essere insufficienti. Gli organici ispettivi non sono ancora adeguati. Le reti di protezione per i lavoratori restano troppo deboli. Soprattutto, non si è riusciti a spezzare il meccanismo del ricatto e della paura che impedisce a molti migranti di denunciare. Donne e uomini che hanno solo il lavoro per mantenere la famiglia e conservare i requisiti necessari per restare regolarmente nel Paese. È qui che lo sfruttamento trova il suo terreno più fertile» denuncia la leader Cisl.

«Purtroppo, anche gli ingenti investimenti previsti dal PNRR non hanno prodotto i risultati attesi, a causa della carenza di progettualità e capacità attuativa. Restano troppo forti gli interessi che, non solo in agricoltura, continuano a gravitare attorno al caporalato. Repressione e prevenzione devono procedere insieme, dentro una regia integrata e partecipata tra istituzioni, parti sociali e territori. Occorre rafforzare la presenza dello Stato, aumentare il numero degli ispettori, garantire controlli efficaci e continui, sostenere il lavoro della magistratura e delle forze dell’ordine, assicurare protezione reale a chi trova il coraggio di denunciare», conclude Fumarola.

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