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Lavoro. Fumarola al Comitato Esecutivo della Cisl: «Libro verde per un patto sociale di sviluppo». Al centro studi di Firenze esperti di alto profilo per costruire una piattaforma aperta di confronto nazionale

12 Giugno 2026 | Primo Piano

Lavoro. Fumarola al Comitato Esecutivo della Cisl: «Libro verde per un patto sociale di sviluppo». Al centro studi di Firenze esperti di alto profilo per costruire una piattaforma aperta di confronto nazionale

12 Giugno 2026 | Primo Piano

«Un Libro verde verso un Patto sociale di sviluppo, lavoro e coesione, frutto di un percorso condiviso, capace di tenere insieme analisi e rappresentanza, conoscenza ed esperienza, ricerca e vita concreta delle persone che lavorano». E’ il progetto annunciato oggi a Firenze dalla leader della Cisl, Daniela Fumarola nel corso del Comitato Esecutivo della Cisl riunito in sessione di studio nello storico centro studi di Fiesole.

«Una società complessa non si comanda. Si coinvolge. Le grandi scelte prese soltanto nelle stanze del potere, senza il radicamento di chi dovrà poi viverle e attuarle, restano fragili, contestate, spesso inefficaci. Se oggi parliamo di un Libro Verde per un Patto sociale è perché crediamo che le grandi risposte non possano nascere da una sola competenza o da un solo soggetto, ma dalla capacità di tenere insieme conoscenze differenti dentro una visione comune» ha affermato Fumarola.

«Quello di oggi e’ l’avvio di un percorso di elaborazione che la Cisl ha scelto di compiere con rigore, apertura e visione », ha sottolineato Fumarola, nel corso di una giornata costruita a Firenze come un vero e proprio laboratorio di idee su temi che toccano il cuore dell’ agenda della Cisl: dallo scenario macroeconomico alle relazioni industriali, dalla formazione al sistema produttivo, dalla questione abitativa alla partecipazione delle donne al mercato del lavoro.

«In un cambio d’epoca come questo, la capacità di guardare le cose da angolazioni diverse, di non accontentarsi della prima risposta, di tenere aperte più ipotesi, è ciò che ci permette di non sbagliare le scelte importanti. È così che è nato anche CisLab, uno spazio vivo e dinamico, che affianca la CISL senza esserne un’articolazione interna», ha aggiunto Fumarola che ha ringraziato per il contributo Maurizio Del Conte, Francesco Giorgino, Sonia Malaspina, Marco Marcatili, Tommaso Nannicini, Elena Prodi, oltre agli interni Aldo Carera, Emmanuele Massagli, Stefano Mastrovincenzo, tutti intervenuti oggi a Firenze.

«Il Libro Verde non vuole essere un documento da consegnare agli archivi. Vuole diventare una piattaforma aperta di confronto nazionale: il primo tassello di una proposta organica e complessiva che la CISL intende aggiornare, consolidare e offrire al Paese. Non una somma di rivendicazioni, ma una visione condivisa di sviluppo, lavoro e coesione per lo “scambio politico” necessario a dare una prospettiva di sviluppo nei prossimi anni», ha chiarito Fumarola.

«Lo porteremo nei territori, nelle categorie, nei luoghi della rappresentanza e del confronto sociale. Intendiamo discuterlo con le istituzioni, con il sistema delle imprese, con il Terzo Settore, con il mondo della cultura, delle professioni e dell’associazionismo. Una piattaforma di proposte capace di diventare l’ossatura di un Patto sociale per lo sviluppo, il lavoro e la coesione».

Fumarola ha indicato una priorità su tutte: impedire che il Paese scivoli in una polarizzazione sempre più profonda e drammatica. «Da una parte, una componente più istruita, più professionalizzata, già inserita nei circuiti dell’innovazione. Dall’altra, una parte molto più ampia della popolazione, esposta a lavori poveri, discontinui, poco qualificati, con scarse possibilità di mobilità sociale. E nel mezzo, il tradizionale ceto medio, che rischia di assottigliarsi, perdendo sicurezza, reddito disponibile e fiducia nel futuro», ha rimarcato Fumarola.

«La vera posta in gioco è la capacità del Paese di impedire che la tecnologia diventi un nuovo moltiplicatore di diseguaglianze. Anche il Governo sembra aver colto la centralità di questa sfida. L’istituzione dell’Osservatorio sull’intelligenza artificiale presso il Ministero del Lavoro è un segnale positivo, che riconosciamo. Ma non è sufficiente. Una trasformazione destinata a incidere così profondamente sul lavoro, sulle competenze, sulle tutele e sulla qualità dello sviluppo non può essere governata senza un coinvolgimento pieno, stabile e sostanziale delle parti sociali. E oggi, su questo punto, siamo ancora troppo indietro».

Fumarola ha elencato le priorità di fondo che il Libro Verde della Cisl è chiamato a sviluppare. «La prima è elevare il potenziale di crescita e di redistribuzione della nostra economia. Questo significa aumentare la produttività e, nello stesso tempo, redistribuirne i frutti attraverso salari e pensioni più adeguati.
La seconda priorità è innovare il welfare, per renderlo più coerente con il nuovo assetto sociale, demografico e produttivo del Paese.
La terza è ridurre la tassazione sul lavoro, alleggerendo in particolare il peso che grava sui ceti medi, senza inseguire scorciatoie di stampo populistico come la patrimoniale.
Ma la priorità delle priorità, insieme alla ripartenza delle retribuzioni, deve essere l’inclusione delle nuove generazioni. Troppo spesso i giovani italiani riescono a lasciare la famiglia d’origine più tardi dei loro coetanei europei non per scelta, ma per mancanza di opportunità, reddito e sicurezza. Serve una fiscalità di vantaggio che accompagni l’ingresso nel lavoro, sostenga percorsi professionali stabili e favorisca l’autonomia personale e familiare», ha concluso Fumarola.

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