Il 14 luglio u.s., è stato pubblicato il XVI Rapporto “Gli stranieri nel mercato del lavoro in Italia”, realizzato dal Ministero del Lavoro con il contributo di INPS, INAIL, ISTAT, OCSE e Unioncamere. Ve lo sottoponiamo all’attenzione perché offre degli spunti interessanti.
Dall’analisi dei principali dati emerge che, sul piano demografico, la presenza degli stranieri continua a svolgere un ruolo essenziale nel contenere gli effetti dell’invecchiamento della popolazione e del calo della natalità, garantendo una disponibilità di forza lavoro che altrimenti sarebbe insufficiente.
Per quanto riguarda l’occupazione, nel 2025 gli occupati superano i 24 milioni, di cui oltre 2,5 milioni sono lavoratori stranieri (10,7% del totale). L’aumento complessivo dell’occupazione (+185 mila unità) è sostenuto in misura significativa dalla componente immigrata: +3,6% per i cittadini extra UE, +1,2% per i comunitari e +0,5% per gli italiani.
I tassi di occupazione confermano differenze rilevanti: 62,5% per gli italiani, 66,4% per i comunitari e 61,6% per gli extra UE. Tra i non comunitari permane un forte divario di genere, con un tasso di occupazione del 76% per gli uomini e del 45,7% per le donne.
La disoccupazione, pur in diminuzione, resta più elevata tra gli stranieri (9,6% extra UE e 7,8% comunitari) rispetto agli italiani (5,8%). L’inattività rimane stabile, ma tra le donne non UE raggiunge livelli tripli rispetto agli uomini.
La presenza immigrata risulta decisiva in diversi comparti produttivi. L’incidenza è pari al 29,8% nei Servizi personali e collettivi, al 21,5% in Agricoltura, al 19,2% nella Ristorazione e nel Turismo e al 17,9% nelle Costruzioni. Molto più contenuta è invece la presenza nei settori ad alta qualificazione o a forte componente pubblica, come le attività finanziarie e assicurative (1,6%), i servizi di informazione e comunicazione (3,1%) e la Pubblica Amministrazione (0,3%).
Per il 2025 le imprese hanno programmato oltre 1,3 milioni di assunzioni di lavoratori stranieri, un valore record, con un’incidenza del 23% sul totale. Nel 50% dei casi sono state riscontrate difficoltà di reperimento.
La sicurezza sul lavoro si conferma una criticità rilevante: nel 2025 i lavoratori stranieri hanno presentato 123 mila denunce di infortunio (24% del totale nazionale) e 251 denunce di infortunio mortale (23,1%). I settori più colpiti sono il manifatturiero, le costruzioni, il trasporto e la logistica, i servizi alle imprese e la sanità.
In conclusione, il quadro complessivo evidenzia come la componente straniera sostenga in modo decisivo la crescita occupazionale e la capacità produttiva del Paese. Le imprese manifestano un fabbisogno crescente di manodopera immigrata, ma incontrano difficoltà nel reperimento. Persistono inoltre criticità strutturali: bassa qualificazione, precarietà contrattuale, divari di genere e maggiore esposizione ai rischi. I flussi per lavoro risultano insufficienti rispetto alle esigenze del sistema produttivo, confermando la necessità di politiche più coerenti con la domanda reale del mercato del lavoro.








