«Le chiusure dello Stretto di Hormuz non rappresentano solo una notizia di politica estera ma una pesante voce in più nel bilancio di ogni lavoratore, imprenditore e famiglia italiana». Lo scrive Daniela Fumarola, in un editoriale pubblicato oggi sul Sole 24 Ore.
«Il taglio delle forniture di petrolio e gas ha rimesso in moto l’inflazione e presenta all’Europa un salasso cumulato di 50 miliardi. Conto che non resta sui mercati: arriva alle bollette, ai trasporti, alla spesa. E colpisce più duramente chi ha meno mezzi, allargando l’area della marginalità», sottolinea la leader Cisl.
Per Fumarola è stato giusto intervenire con la proroga di una misura tampone per rispondere all’emergenza prezzi dei carburanti. «Ma di fronte a uno scenario “strutturalmente instabile” – aggiunge – dobbiamo anche pensare a soluzioni di sistema».
Nell’editoriale la Segretaria Generale della Cisl individua tre terreni su cui costruire una risposta strutturale. Il primo è il contributo di chi guadagna dalla crisi: Fumarola chiede di riattivare e aggiornare il contributo di solidarietà temporaneo sulle imprese di petrolio, gas, carbone e raffinazione, dopo che la richiesta di sei Paesi europei di un quadro comune per tassare gli extraprofitti è stata rinviata alla discrezionalità nazionale. Il secondo terreno riguarda le bollette: superare sia gli aiuti indiscriminati sia una selettività troppo rigida, con sostegni che decrescano col reddito e soglie mobili legate all’intensità dello shock, oltre a valutare un price cap dinamico sul gas. Il terzo è quello degli investimenti: utilizzare l’intero margine di flessibilità di bilancio chiesto dall’Italia, circa 14 miliardi, concentrandolo su poche priorità con iter rapidi e un tavolo stabile tra Governo, sindacati e imprese.
Per Fumarola le tre dimensioni compongono un’unica strategia: sostenere nel breve i redditi e i settori esposti, costruire nel medio periodo protezioni più intelligenti, ridurre nel lungo la dipendenza dall’estero, anche attraverso il nucleare di ultima generazione. «Serve un patto per la sicurezza e l’autonomia strategica, costruito con le parti sociali», conclude la Segretaria Generale della Cisl.
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