Ddl delega sulla povertà: prime osservazioni della Cisl
Ddl delega sulla povertà: prime osservazioni della Cisl
Il Consiglio dei Ministri ha varato il Disegno di Legge Delega, previsto dalla Legge di Stabilità per il 2016 che contiene norme relative al contrasto alla povertà, al riordino delle prestazioni e al sistema degli interventi e dei servizi sociali.
Il testo prevede:
• l’introduzione di una misura nazionale di contrasto alla povertà;
• la razionalizzazione delle prestazioni di natura assistenziale, ma anche di quelle previdenziali sottoposte alla prova dei mezzi (sono state escluse soltanto quelle per la disabilità e invalidità);
• il riordino della normativa sui servizi sociali.
Per la Cisl il provvedimento è particolarmente importante in quanto è l’esito delle pressioni esercitate dalla Cisl stessa e dall’Alleanza contro la povertà, verso il Governo ed il Parlamento per far entrare nell’agenda politica il tema, ormai gravissimo per le sue conseguenze sociali ed economiche. Da tempo infatti la Cisl ha fortemente sostenuto la necessità di dotare il Paese di uno strumento nazionale di contrasto alla povertà assoluta e di una strategia organica che favorisca l’inclusione sociale, oltre quindi gli interventi assistenziali, categoriali o una tantum.
“Siamo molto lontani dalla proposta del Reis come strumento strutturale di contrasto alla povertà assoluta che la Cisl ha sostenuto con le oltre 30 Associazioni dell’Alleanza contro la Povertà. Come Cisl ‐ sottolinea Bernava ‐ ci auguriamo e auspichiamo che il ministro Poletti sia coerente con quanto promesso e che si avvii un confronto serio con tutte le organizzazioni sindacali, sociali e Alleanza contro la Povertà per definire entro la fine del prossimo anno uno strumento vero di sostegno e di contrasto alla povertà assoluta così come l’Europa giustamente sollecita”.
Dunque il Disegno di Legge governativo però non risulta all’altezza di questo obiettivo e degli annunci che lo hanno accompagnato.
In particolare le risorse sono ancora insufficienti per istituire una misura universale e soprattutto seguono una logica non condivisibile che ne subordina l’introduzione ai risparmi su altri capitoli dell’assistenza ed anche della previdenza. Così come restano ancora deboli e senza coinvolgimento attivo degli attori sociali. i meccanismi per garantire l’infrastrutturazione dei servizi sociali
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