“Le valutazioni espresse dalla Corte di Cassazione nella Relazione n.33/25 sui contenuti del D.L 48/25 (Decreto Sicurezza), convertito in L. 80/25 il 9 giugno scorso, a partire dai dubbi sulla pertinenza del ricorso alla decretazione d’urgenza e sull’inserimento di molte nuove fattispecie di reato e di aggravanti, rafforzano l’idea, dalla Cisl già espressa a suo tempo, che sarebbe quanto mai necessario riaprire una fase di confronto a tutto campo tra le varie forze parlamentari e le parti sociali, per rivedere alcune disposizioni inappropriate e squilibrate, a cominciare da quelle collegate al diritto a manifestare”. E’ quanto sottolinea il segretario confederale della Cisl Sauro Rossi.
Lavoro. Pirulli: «Bene l’Italia tra i primi in Europa per disciplina organica sull’AI, ma serve più partecipazione delle parti sociali»
«La CISL valuta positivamente il fatto che l’Italia sia stata tra i primi Paesi europei a dotarsi di una disciplina...









