Sicurezza sul lavoro. Furlan: "Fermare la strage. Istituzioni ed imprese ascoltino appello Mattarella". Cgil, Cisl, Uil: "Servono più risorse. Aprire confronto con Inail, Di Maio e Parlamento"

Edili14 ottobre 2018 - "Dall’inizio dell’anno tre morti al giorno sul lavoro. Bisogna fermare questa strage. Sicurezza ed ambiente sicuro sono una scelta di civiltà. Le istituzioni, la politica e le imprese ascoltino il monito del Presidente Mattarella: il ‬lavoro non può e non deve mai generare vittime o causare ‬ infermità". Lo scrive su twitter la Segretaria Generale della Cisl, Annamaria Furlan, commentando il messaggio del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della Giornata nazionale in ricordo delle vittime degli incidenti sul lavoro.

E in una nota congiunta i Segretari confederali di Cgil, Cisl, UIl Franco Martini, Angelo Colombini e Silvana Roseto chiedono "più risorse dell’Inail a favore delle lavoratrici e dei lavoratori per il miglioramento delle prestazioni economiche di risarcimento dei danni subiti a causa degli infortuni e delle malattie professionali". 

"Il divario consolidato negli anni tra le entrate all’Inail dovute ai premi assicurativi pagati dalle imprese e le uscite per le prestazioni di risarcimento a favore dei lavoratori e delle lavoratrici per gli infortuni e le malattie professionali, - sottolineano i in un comunicato congiunto - è arrivato, in questi anni, a circa 30 miliardi di euro depositati nelle casse dello Stato, cioè al Ministero dell’Economia.
Nello stesso tempo abbiamo assistito negli ultimi anni ad uno scarto crescente tra il numero delle denunce dei lavoratori e delle lavoratrici per infortuni e malattie professionali e il numero degli eventi risarciti dall’Inail.
Queste economie sulla salute di chi lavora non sono più accettabili.
C’è il rischio che l’Inail si trasformi in uno strumento di raccolta denaro del Ministero dell’Economia invece di essere l’Istituto preposto alla salvaguardia e alla tutela della salute delle lavoratrici/lavoratori.
CGIL CISL UIL rivendicano un decisivo e forte miglioramento delle prestazioni dell’Inail volte al qualificare sempre di più sia le attività di prevenzione, di ricerca e quelle di riabilitazione degli infortunati da lavoro e di cura dei malati affetti da patologie di origine professionale".

"Bisogna realizzare a breve un vero miglioramento delle attività dell’Inail " sottolineano i segretari confederali:

  • aumentare il valore economico dei risarcimenti;
  • allargare la casistica dei danni indennizzati;
  • velocizzare i tempi di risoluzione delle pratiche di indennizzo dei lavoratori/lavoratrici malati;
  • ridurre l’eccessivo ricorso legale per la consuetudine di respingere le richieste di prima istanza;
  • realizzare e rafforzare un più deciso intervento sui servizi socio-assistenziali e sanitari a favore degli infortunati e dei malati professionali;
  • potenziare le attività della sorveglianza epidemiologica e sanitaria, finanziare e coordinare la ricerca clinica per le terapie efficaci per i tumori professionali, che sfuggono largamente alla rilevazione e agli indennizzi da parte dell’Istituto;
  • favorire la definizione di nuovi indennizzi mutualistici del sistema delle imprese a favore delle vittime dell’amianto;
  • potenziare le collaborazioni con il sistema sanitario nazionale tramite le Regioni e il Ministero della Salute,
    finanziare progetti di ricerca per il superamento dell’utilizzo delle sostanze cancerogene nelle attività economiche.

Su questi capitoli, Cgil Cisl e Uil "intendono aprire un ampio confronto direttamente con l’Inail e il Ministro Luigi Di Maio con il coinvolgimento anche del Parlamento. Rivendicano inoltre "un decisivo impegno del Governo sulla prevenzione e tutela della salute e sicurezza sul lavoro, nonché sulla strategia nazionale e piani di intervento volti a garantire condizioni di lavoro adeguate che mirino ad un miglioramento continuo a favore di tutte le lavoratrici ed i lavoratori. L’Inail può e deve essere uno strumento di eccellenza a tutela della salute di chi lavora, anche con la qualificazione sociale e tecnologica delle imprese" concludono.

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