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Lavoro: “Contrastare le derive populiste e filoautoritarie”. Comitato Esecutivo Cisl rilancia la piattaforma unitaria, il Patto sociale e l’umanesimo della Magnifica Humanitas

10 Luglio 2026 | Primo Piano

Lavoro: “Contrastare le derive populiste e filoautoritarie”. Comitato Esecutivo Cisl rilancia la piattaforma unitaria, il Patto sociale e l’umanesimo della Magnifica Humanitas

10 Luglio 2026 | Primo Piano

Preoccupazione per il consolidarsi di pulsioni populiste, estremiste e sovraniste che, pur provenendo da polarità diverse, finiscono spesso per convergere su parole d’ordine xenofobe e filoautoritarie, con effetti di destabilizzazione del tessuto democratico e sociale. È questo uno dei messaggi centrali del documento approvato oggi dal Comitato Esecutivo Confederale della CISL, che ha condiviso e fatto propria la relazione della Segretaria Generale Daniela Fumarola, arricchita dai contributi emersi nel dibattito.

L’Esecutivo rileva come il quadro del lavoro, delle imprese, delle tecnologie e delle catene del valore sia attraversato da trasformazioni rapide e spesso disordinate, intrecciate con profondi mutamenti geopolitici e demografici. Lavoratori, pensionati, giovani e famiglie avvertono sempre più la sensazione di una crisi permanente, senza una direzione chiara né garanzie sufficienti sul futuro. Si incrina così quella promessa sociale che aveva accompagnato la crescita del Paese nel dopoguerra, secondo cui ogni generazione avrebbe potuto vivere meglio della precedente.

Di fronte a questa regressione, la CISL ribadisce il proprio impegno a contrastare tali derive anche sul piano culturale, rilanciando l’umanesimo della dottrina sociale della Chiesa, come indicato dall’enciclica Magnifica Humanitas, promuovendo risposte concrete e mantenendo aperto il dialogo con tutte le forze disponibili a lavorare per una maggiore coesione del Paese.

Il Comitato Esecutivo Confederale esprime quindi pieno sostegno alla piattaforma unitaria definita da CISL, CGIL e UIL il 17 giugno scorso e presentata alle principali associazioni datoriali per un nuovo accordo quadro sull’aggiornamento delle regole della rappresentanza e della contrattazione collettiva.

Per la CISL il valore della piattaforma va ben oltre il perimetro delle relazioni industriali. Essa dimostra che è possibile costruire risposte condivise nell’interesse generale, rafforzando il dialogo sociale e offrendo soluzioni solide e responsabili, lontane dalle sterili contrapposizioni e dalle scorciatoie legislative.

L’Esecutivo sottolinea con soddisfazione come la piattaforma recepisca pienamente il quadro concettuale elaborato dalla CISL, a partire dalla posizione unitaria di contrarietà all’introduzione del salario minimo legale. Viene inoltre confermata la validità dell’architettura contrattuale delineata, che riconosce il ruolo centrale dei contratti collettivi nazionali sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative e introduce, in tutti i CCNL, specifici strumenti di verifica annuale del recupero del potere d’acquisto delle retribuzioni.

Il documento attribuisce particolare rilievo anche alla contrattazione decentrata in tutte le sue articolazioni – aziendale, di gruppo, territoriale, di sito, di filiera e di distretto – e ne auspica una più ampia diffusione soprattutto nel tessuto delle micro e piccole imprese attraverso accordi sussidiari, con particolare attenzione ai settori ad alta intensità di lavoro.

L’Esecutivo considera strategica una definizione sempre più puntuale dei trattamenti economici minimi e complessivi (TEM e TEC) attraverso la contrattazione collettiva, quale condizione per orientare gli incentivi alle imprese, assicurare criteri certi di equivalenza contrattuale negli appalti, contrastare il dumping e impedire che la concorrenza continui a scaricarsi sulla qualità del lavoro.

In questa prospettiva il trattamento economico complessivo definito dai CCNL sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative dovrà costituire il riferimento fondamentale per i sistemi settoriali di relazioni industriali e il parametro per la definizione del “salario giusto” previsto dalla legge di conversione del Decreto Primo Maggio.

Grande rilievo viene attribuito anche al riconoscimento della partecipazione dei lavoratori, nelle forme previste dalla legge 76/2025, come leva strategica per governare le transizioni digitale, ambientale, demografica e organizzativa.

Sul terreno della rappresentanza, l’Esecutivo conferma l’impostazione fondata sull’integrazione tra dato associativo e dato elettorale e sollecita il completamento del percorso con INPS, Ispettorato Nazionale del Lavoro, Ministero del Lavoro e CNEL, indispensabile per giungere a una misurazione certa della rappresentatività, capace di prevenire distorsioni, contenziosi e pratiche opportunistiche.

La piattaforma converge inoltre sull’obiettivo di un accordo pattizio sulla rappresentatività, eventualmente sostenuto da un intervento normativo di supporto, e riconosce la necessità di una fase di transizione regolata, affidata alle categorie, per superare le invasioni improprie nei perimetri contrattuali.

Vengono inoltre valorizzate le specificità dei diversi comparti produttivi, consentendo alla contrattazione settoriale di integrare gli indicatori generali con parametri coerenti con la realtà dei singoli settori, tenendo conto della frammentazione occupazionale, della diffusione delle microimprese, del lavoro stagionale, degli appalti di breve durata, della dispersione territoriale e della discontinuità dei rapporti di lavoro. In questi contesti viene ribadita l’importanza del dato associativo e della bilateralità, soprattutto dove la costituzione delle RSU risulta oggettivamente più difficile.

L’Esecutivo esprime inoltre apprezzamento per il riconoscimento della formazione come diritto universale, permanente e portabile lungo tutto l’arco della vita lavorativa, quale condizione essenziale per affrontare le transizioni senza subirle.

Positivo anche il giudizio sull’impegno a rafforzare la rete dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza e gli strumenti della bilateralità, così da rendere più incisiva la partecipazione all’organizzazione concreta del lavoro, anche alla luce della crescente diffusione dei rischi psicosociali connessi alle trasformazioni digitali. Le tecnologie digitali e l’intelligenza artificiale, sottolinea il documento, possono offrire un contributo importante alla prevenzione se orientate alla tutela della persona.

Alla luce della forte impronta della CISL nella piattaforma unitaria, il Comitato Esecutivo impegna tutta l’Organizzazione a promuovere un’ampia attività di confronto e diffusione nei luoghi di lavoro, nelle assemblee, negli attivi e nei territori, coinvolgendo delegati, iscritti, lavoratori, pensionati e giovani, affinché la piattaforma possa tradursi rapidamente in un accordo interconfederale solido ed esigibile.

L’Esecutivo ribadisce infine l’urgenza di un Patto sociale nazionale quale sede stabile di confronto tra Governo e parti sociali, capace di orientare in modo condiviso investimenti, salari, produttività, formazione, politiche industriali, welfare, sicurezza e fisco.

«Senza partecipazione sociale – conclude il documento approvato dal Comitato Esecutivo Confederale della CISL – il cambiamento rischia di essere guidato esclusivamente dai rapporti di forza economici o dalle emergenze contingenti. La posta in gioco riguarda non solo il ruolo dei corpi intermedi, ma anche il modello di sviluppo e la qualità della democrazia nel Paese».

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