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Lavoro. Rapporto OCSEL Cisl: Nel quadriennio 2021-2024 cresciuti gli accordi aziendali e territoriali. Oltre oltre la metà delle intese interviene sulle retribuzioni

16 Marzo 2026 | In Evidenza

Lavoro. Rapporto OCSEL Cisl: Nel quadriennio 2021-2024 cresciuti gli accordi aziendali e territoriali. Oltre oltre la metà delle intese interviene sulle retribuzioni

16 Marzo 2026 | In Evidenza

Il salario si conferma nel  quadriennio 2021-2024 uno dei  pilastri  della contrattazione di secondo livello aziendale e territoriale.

E’ quanto emerge dal VII Rapporto Ocsel della Cisl,  presentato oggi a Roma  all’Auditorium di Via Rieti, una ricerca che analizza 4.306 accordi aziendali e territoriali del quadriennio 2021–2024, segnato dall’uscita dalla pandemia, dalla fiammata inflazionistica, dal rallentamento del ciclo economico e dalle transizioni tecnologica ed ecologica.

L’iniziativa si e’ aperta con l’introduzione di Mattia Pirulli, segretario confederale Cisl e la presentazione del Rapporto da parte di Gianluca Bianco, del Dipartimento Contrattazione. Successivamente sono intervenuti Michele Tiraboschi, Ordinario di Diritto del Lavoro, Università di Modena e Reggio Emilia, Tommaso Nannicini, Ordinario di Economia Politica, Istituto Universitario Europeo e Università Bocconi, e Marina Calderone, Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali. A concludere l’iniziativa e’ stata Daniela Fumarola, segretaria generale della Cisl.


Tra i dati piu’ significativi, secondo l’analisi della Cisl, nel periodo 2022-2024,  in media il 58% degli accordi decentrati ha regolato la materia retributiva, il 49 ‰  delle intese nel 2024 prevede la possibilità di conversione del premio di risultato in welfare, l’86% degli accordi sull’organizzazione del lavoro include lo smart working; il 91% degli accordi welfare rafforza la previdenza complementare; il 59% degli accordi aziendali contempla forme di partecipazione consultiva e il 40% di partecipazione organizzativa. Cresce anche il coinvolgimento sindacale nei cambiamenti organizzativi, passato dal 5% del 2021 al 22% del 2024.


«Il Rapporto conferma che la contrattazione decentrata è stata in questi anni lo strumento principale per distribuire produttività, sostenere i redditi reali, accompagnare i cambiamenti organizzativi e costruire welfare complementare», sottolinea la Cisl.

«Allo stesso tempo evidenzia un limite strutturale: la copertura contrattuale resta ancora troppo concentrata nelle grandi imprese e nelle aree più sviluppate del Paese, lasciando più esposte molte lavoratrici e molti lavoratori delle PMI, dei territori e dei settori più fragili. Per questo è indispensabile investire sempre più anche sulla contrattazione territoriale. Per la CISL, la sfida è ora estendere la contrattazione di produttività e renderla un diritto esigibile ovunque, a partire da PMI, artigianato, terziario diffuso e territori più fragili, rafforzando in particolare il ruolo della contrattazione territoriale», aggiunge la Cisl. 

«Il VII Rapporto OCSEL indica una traiettoria chiara: integrare sempre di più i livelli nazionale, territoriale e aziendale, mettendo al centro la partecipazione e costruendo un sistema multilivello in cui contrattazione, welfare territoriale e politiche pubbliche concorrano a veri patti di sviluppo locale».

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