“Con l’iniziativa unitaria di questa sera a Siderno nella Locride lanceremo un messaggio chiaro al Governo nazionale ed alle istituzioni regionali, sull’urgenza di rimettere il Sud ed in particolare la Calabria, che è tra le regioni del Mezzogiorno più in ritardo sul piano economico, sociale, infrastrutturale e degli stessi diritti di cittadinanza, al centro dell’agenda nazionale. Non possiamo sprecare la grande opportunità del Pnrr e delle ingenti risorse europee che saranno disponibili già nei prossimi mesi”. Lo ha detto il Segretario Generale della Cisl, Luigi Sbarra a margine del Consiglio Generale della Cisl Calabrese riunito oggi a Roccella Ionica.
“E’ stato un segnale importante, fortemente sostenuto dalla Cisl, l’approvazione dell’emendamento al decreto Semplificazioni che ‘blinda’ il capitolo Mezzogiorno nel Pnrr prevedendo che il 40% delle risorse, anche nei bandi, sia indirizzato al Sud. Avviare il motore sociale e produttivo delle nostre zone deboli significa, infatti, far ripartire l’intero Paese: un obiettivo che riguarda tutti e che deve vedere ogni soggetto sociale e istituzionale coinvolto nel cantiere dello sviluppo. Quello che serve ora è una attivazione rapida ed efficace degli investimenti pubblici, con un controllo stringente su crono-programmi, trasparenza, legalità, qualità e stabilità del lavoro. La ripartenza economica e sociale attraverso un vero governo della transizione digitale, ambientale, energetica va concertata, anche e soprattutto al Sud, per garantire il pieno utilizzo delle risorse senza la polverizzazione dei progetti, per assicurare tempi certi di realizzazione, buona qualità della spesa e condizioni chiare che leghino le dotazioni finanziarie a forti incrementi occupazionali. Questo è lo scambio che ci deve essere”, ha aggiunto Sbarra. “La Calabria è la quintessenza della questione meridionale, il distillato di tutte le problematiche nazionali. Lavoro, sanità, infrastrutture, politiche industriali, povertà, legalità: non c’è voce che non trovi in questi territori le ferite più profonde. Sono nodi da sciogliere insieme, all’interno di un Patto per la Calabria che muova un pezzo importante del Next Generation Italia attraverso la strada degli accordi territoriali come facemmo con successo nei primi anni novanta, in modo da sbloccare infrastrutture ed investimenti produttivi, politiche sociali e occupazionali, fiscalità di sviluppo e strategie industriali. Vanno riscattate le aree interne, realizzata l’alta velocità, rilanciata la portualità e le reti viarie, avviato un grande piano per il risanamento idrogeologico. E poi bisogna fare le assunzioni nella pubblica amministrazione, stabilizzare il precariato storico, ammodernare le scuole, gli ospedali ed i servizi pubblici, con una guerra ad ogni forma di criminalità e malaffare. Questo serve alla Calabria e al Sud. Bisogna estendere il perimetro delle responsabilità e pretendere dalle amministrazioni regionali e locali il massimo della trasparenza, della rapidità decisionale, della competenza”.
Lavoro. Sbarra: “Dalla Calabria rilanciamo la centralità della questione meridionale”
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