(…) “I salari italiani sono bassi perchè ad essere basso è tutto l’impianto salariale. (…) Se i salari italiani non crescono è perché negli ultimi decenni non è cresciuta adeguatamente l’economia del nostro Paese. Se vogliamo salari adeguati a tutti i livelli delle scale parametrali, se non vogliamo far scappare i nostri migliori talenti e se vogliamo mantenere il nostro ruolo nelle principali economie industriali, al di là delle scialuppe di salvataggio a cui siamo spesso costretti, dobbiamo mettere in mare una nave in grado di correggere la rotta di una politica industriale senza strategia, refrattaria a valorizzare la nostra capacità di eccellere e di creare valore, una impostazione nuova anche nella visione del medio – lungo periodo di investimenti pubblici e privati, di innovative relazioni sindacali. La proposta di legge popolare realizzata dalla CISL, che ieri è stata depositata alla Cassazione, per l’attuazione dell’art. 46 della nostra Costituzione, ha proprio questo obiettivo e parte dall’idea che la crescita, lo sviluppo economico e sociale, la sostenibilità non possano fare a meno della collaborazione attiva, articolata, costante, responsabile di tutti gli attori dell’economia e della società, a partire dai lavoratori ma anche dai cittadini-risparmiatori. Un’economia in cui il capitale umano non sia solo utilizzato ma valorizzato per l’intelligenza collettiva e individuale che apporta alle imprese e in cui sia esaltato anche il ruolo, potenzialmente straordinario, del risparmio italiano”.
Lavoro. Fumarola al Consiglio generale della Femca Cisl: «Serve una vera politica energetica europea e nazionale per governare le trasformazioni globali»
«Oggi la competizione mondiale non si gioca più soltanto tra Stati. Quando si muovono le grandi potenze, insieme ai governi si muovono grandi gruppi finanziari, colossi dell’energia, piattaforme tecnologiche, multinazionali dell’intelligenza artificiale e...







