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Emilia Romagna. Cisl: “Pensioni. Dare certezze alle persone per progettare il futuro dopo il lavoro”

5 Maggio 2021 | Dai Territori > Emilia Romagna

Emilia Romagna. Cisl: “Pensioni. Dare certezze alle persone per progettare il futuro dopo il lavoro”

5 Maggio 2021 | Dai Territori > Emilia Romagna

 

Via dal lavoro a partire da 62 anni e assegno di garanzia ai giovani. In previsione del superamento di quota 100 (in pensione a 62 anni con almeno 38 di contributi), Cgil Cisl Uil vogliono scongiurare il rischio di un ritorno alla riforma Fornero (67 anni per la vecchiaia o 42 anni e 10 mesi di contributi, 41 anni e 10 mesi per le donne).

Per questo ieri i segretari nazionali di Cgil Maurizio Landini, Cisl Luigi Sbarra e Uil Pierpaolo Bombardieri hanno presentato una piattaforma unitaria.

«In questa fase così delicata e decisiva per il futuro del nostro Paese, è fondamentale dare alle persone certezze sull’uscita dal lavoro e sui pensionamenti – afferma il segretario generale della Cisl Emilia Centrale William Ballotta – Serve alle donne e agli uomini modenesi per progettare il proprio futuro dopo il lavoro, ma anche al territorio e alle imprese per preparare la ripartenza.
Per questo – conclude Ballotta – chiediamo al Governo di confrontarsi con noi, valutare e accogliere le nostre proposte».

Cgil Cisl Uil propongono maggiore flessibilità per andare in pensione a partire dai 62 anni di età o con 41 anni di contributi; pensione di garanzia per giovani, lavoratori discontinui e con basse retribuzioni; tutela delle donne che sono state le maggiori vittime dell’inasprimento dei requisiti pensionistici degli ultimi anni; tutela dei lavori di cura, di chi svolge lavori usuranti e gravosi; sostegno del reddito dei pensionati; rilancio della previdenza complementare e trasparenza sui dati della spesa previdenziale e assistenziale.

Per le tre confederazioni un sistema previdenziale solido e sostenibile deve avere radici salde nell’occupazione di qualità.

«Noi stiamo lavorando in questo senso consapevoli che senza lavoro non c’è previdenza e che la previdenza è strumento di coesione sociale, non solo una voce della spesa pubblica. L’Italia – concludono Cgil Cisl Uil – oggi ha un grande bisogno di coesione e solidarietà sociale».

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