Roma, 1° dicembre 2016. E’ stata siglata il 30 novembre, dopo 7 anni di blocco della contrattazione nei settori della pubblica amministrazione, un’importante intesa con la quale il Ministero della Funzione Pubblica e CGIL, CISL e UIL hanno posto le basi per una ripresa dei negoziati per i rinnovi contrattuali in tutti settori ed i comparti e che, inoltre, rilancia il ruolo della contrattazione collettiva che negli ultimi anni era stato resa marginale per la crescente ingerenza della legge.
È un’intesa che rappresenta una svolta storica e fornisce indirizzi per una forte innovazione normativa da realizzare nei prossimi rinnovi contrattuali e che valorizza il ruolo e contributo del sindacato e delle rappresentanze dei lavoratori nei luoghi di lavoro. Si tratta quindi di una completa inversione di rotta dopo una fase di eccessiva rilegificazione del rapporto di lavoro.
Con questa intesa, frutto di un impegno condiviso e di lavoro comune che ha coinvolto la Cisl e tutte le Federazioni del settore pubblico, si individuano risorse per i rinnovi contrattuali 2016-2018 in linea con i rinnovi realizzatisi nel settore privato e si creano le condizioni per una valorizzazione delle competenze e delle professionalità dei lavoratori pubblici e della scuola.
Un ulteriore punto politicamente qualificante dell’intesa è rappresentato dal vincolo assunto dal Governo di inserire – nelle leggi e decreti attuativi, negli atti di indirizzo all’Aran e nelle leggi di bilancio – gli impegni assunti e concordati che riguarderanno tutti i settori e i comparti contrattuali. Anche il modello di relazioni sindacali viene rinnovato, con un maggiore spazio a favore della contrattazione, rendendola funzionale anche ai processi di riorganizzazione e innovazione; si è concordato un forte recupero del ruolo del contratto di secondo livello favorendo la partecipazione organizzativa dei lavoratori.
Si tratta di una intesa importante che apre nel settore pubblico ipotesi di welfare integrativo e di previdenza complementare contrattuale. Il Governo si è impegnato a inserire anche nel settore pubblico la fiscalità di vantaggio (detassazione, decontribuzione) della retribuzione accessoria legata alla produttività. L’intesa da infine una risposta al problema del precariato, prevedendo l’impegno a prorogare i contratti in scadenza e a individuare una soluzione complessiva nell’ambito dei prossimi decreti attuativi della legge 124/15.
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