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Fumarola alla presentazione del Report Fim Cisl: «Gender pay gap, servono trasparenza, contrattazione e formazione. L’IA non diventi una nuova linea di separazione»

1 Ottobre 2026 | Primo Piano

Fumarola alla presentazione del Report Fim Cisl: «Gender pay gap, servono trasparenza, contrattazione e formazione. L’IA non diventi una nuova linea di separazione»

1 Ottobre 2026 | Primo Piano

«La questione che abbiamo davanti va molto oltre un singolo settore e persino oltre il tema, pur fondamentale, della parità tra donne e uomini nel lavoro. Riguarda il modello di sviluppo che vogliamo costruire. Continuare a rinunciare a una parte così grande del lavoro, delle competenze e dell’intelligenza delle donne non è soltanto ingiusto: è una scelta che l’Italia non può più permettersi. L’occupazione delle donne riguarda la crescita, la produttività, la sostenibilità del welfare, l’autonomia delle persone, la demografia e la capacità stessa del Paese di affrontare il futuro.»

È quanto ha sottolineato oggi la segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola, intervenendo al Consiglio Generale della Fim Cisl in corso al Teatro Adriano di Roma. Al centro dei lavori la presentazione del Report della categoria sul gender pay gap nell’industria metalmeccanica e l’analisi dell’impatto del Decreto legislativo sulla trasparenza salariale nella lotta alle discriminazioni.

«La tecnologia può aiutarci a superare vecchie barriere, ma non lo farà da sola: se una donna ha meno accesso alla formazione e una carriera più discontinua, anche un’innovazione potenzialmente liberatrice può finire per consolidare una disuguaglianza già esistente», ha affermato Fumarola.

«Per questo il sindacato non può limitarsi a intervenire sulle conseguenze del cambiamento: deve stare dentro i processi mentre avvengono, contrattare l’innovazione, garantire l’accesso alla formazione e impedire che l’intelligenza artificiale diventi una nuova linea di separazione tra chi ha le competenze per governarla e chi rischia di subirla.»

Fumarola ha rilanciato la proposta del Patto sociale avanzata dalla Cisl e il percorso delineato nel Libro Verde approvato dall’Esecutivo.

«Lavoro femminile, salari, produttività, formazione, natalità, servizi e non autosufficienza non possono continuare ad essere affrontati attraverso interventi episodici e separati. Da qui la proposta del Patto sociale: non un tavolo rituale, ma un luogo in cui individuare priorità strategiche e in cui ciascuno assuma impegni concreti e verificabili. Il Libro verde che il nostro Esecutivo ha approvato nasce da questa impostazione: centoventi proposte e tre grandi direttrici di scambio: salari e produttività, innovazione e formazione, buona flessibilità contrattata e partecipazione».

La leader Cisl a margine dell’iniziativa della Fim Cisl ha affrontato anche il tema del caro energia. «L’inflazione ritorna a correre per effetto della situazione geopolitica che stiamo vivendo, ma soprattutto per effetto della crisi energetica. Gli interventi emergenziali messi in campo li abbiamo condivisi, ma bisogna attivarsi per misure più durature.

Abbiamo apprezzato, perché era anche una nostra richiesta, la scelta del Governo di attivarsi sul price cap da parte di Eni, IP e non solo. Dobbiamo però pensare anche a chi ha esigenze completamente diverse: le persone più fragili. Per questo riteniamo che l’extragettito Iva debba essere utilizzato per andare incontro a queste persone, che in tanti casi non hanno nemmeno l’automobile» ha aggiunto la numero uno Cisl.

«Chiediamo quindi una politica dei redditi espansiva, che faccia riacquistare potere d’acquisto a salari e pensioni. Riteniamo inoltre che si debba agire sul fiscal drag, attraverso la sua restituzione: sarebbe un ulteriore strumento a disposizione di chi è più in difficoltà, di chi attraverso il carrello della spesa sente maggiormente il peso di queste crisi.

La richiesta di maggiore flessibilità che la premier Meloni ha avanzato in Europa, è un passo di cui discutiamo da tempo. Noi addirittura avevamo anche detto che bisognava assolutamente interrompere gli effetti del patto di stabilità . Ma quella flessibilità che noi auspichiamo possa esserci riconosciuta, deve essere utilizzata per misure selettive, non orizzontali, andando ad individuare tutte quelle criticità a cui dare le risposte giuste» , ha sottolineato infine la numero uno Cisl.

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