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Riforma appalti europei: la Cisl chiede clausola di non regressione sociale

23 Luglio 2026 | Notizie > Contrattazione, Notizie > Lavoro > Servizi, Terziario e Agroalimentare

Riforma appalti europei: la Cisl chiede clausola di non regressione sociale

23 Luglio 2026 | Notizie > Contrattazione, Notizie > Lavoro > Servizi, Terziario e Agroalimentare

La Commissione europea ha avviato il percorso di revisione della disciplina degli appalti pubblici attraverso una proposta di Regolamento destinata a sostituire le tre direttive del 2014. Si tratta di un passaggio di particolare rilievo perché, diversamente dalle direttive, il Regolamento sarà direttamente applicabile in tutti gli Stati membri, riducendo gli spazi di adattamento delle normative nazionali.

La proposta, ancora in fase di negoziato, punta a costruire un quadro europeo più uniforme, rafforzando il ruolo degli appalti come leva di politica industriale, promuovendo il criterio del miglior rapporto qualità-prezzo, la sostenibilità, la digitalizzazione e la semplificazione delle procedure. Proprio in considerazione della portata di questa riforma, venerdì scorso la CISL ha trasmesso alla Confederazione Europea dei Sindacati (CES) un proprio documento di posizione, con l’obiettivo di contribuire al confronto europeo e orientare il negoziato verso un equilibrio tra semplificazione, competitività e tutela del lavoro.

La CISL condivide gli obiettivi di maggiore efficienza e qualità della spesa pubblica, ma ritiene indispensabile evitare che l’armonizzazione europea comporti un arretramento delle tutele già presenti negli ordinamenti nazionali. Per questo abbiamo chiesto l’introduzione di una clausola di non regressione sociale, che salvaguardi la possibilità per gli Stati membri di mantenere e rafforzare norme più avanzate in materia di contrattazione collettiva, continuità occupazionale, salute e sicurezza, contrasto al dumping contrattuale e alle infiltrazioni criminali.

Nella posizione trasmessa alla CES abbiamo inoltre ribadito la necessità di rendere realmente vincolante la dimensione sociale degli appalti, valorizzando l’applicazione dei contratti collettivi comparativamente più rappresentativi, rafforzando le clausole sociali nei cambi di appalto, garantendo parità di trattamento lungo tutta la filiera degli affidamenti e consolidando gli strumenti di legalità e trasparenza.  Siamo impegnati a seguire con particolare attenzione l’evoluzione del negoziato europeo, informando tempestivamente le strutture sugli sviluppi della proposta e sulle iniziative che saranno assunte, anche in sede CES, per salvaguardare il modello sociale europeo e le migliori tutele già presenti nel nostro ordinamento.

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